In ufficio si può recitare una parte: si può sembrare calmi quando non lo si è, decisi quando in realtà si è indecisi. In collina questo non funziona.Una salita non si negoziae in un bosco senza sentieri segnatiun errore di direzione si paga subito, non tra tre mesi in una revisione di progetto.
È proprio questa onestà del contesto a rendere le esperienze in collina uno strumento potente per chi vuole vedere come funziona davvero un team, non come racconta di funzionare.
La fatica toglie il filtro: chi si prende la guida quando serve, chi sostiene chi è più indietro, chi mantiene la lucidità quando qualcosa va storto… sono dinamiche che qui emergono da sole, senza bisogno di simularle in un’aula.
Per chi si occupa di persone in azienda, è un’occasione rara di osservazione diretta: non un questionario o un feedback a posteriori, ma la squadra che si organizza in tempo reale davanti a una difficoltà vera.
Quello che succede tra i vigneti e le colline dell’Oltrepò Pavese, poi, torna in ufficio molto più concreto di qualsiasi teoria sulla leadership.
In bicicletta nessuno arriva primo se il gruppo resta indietro: chi tira in testa decide il ritmo di tutti.
Su strada o in MTB, tra le colline dell’Oltrepò, il gruppo pedala dividendosi ruoli che cambiano lungo il percorso: chi tira in testa, chi chiude per non lasciare indietro nessuno. Ai checkpoint si arriva insieme, non ognuno per sé.
Il ciclismo si offre in modo naturale ad alcuni parallelismi aziendali: pedalare nella ruota di un compagno è un atto di fiducia, tirare in testa al gruppo è un costo che qualcuno si assume per far respirare gli altri, e il ritmo di squadra non è mai la media delle capacità individuali ma il risultato di chi si adatta a chi.
Il debrief finale porta queste dinamiche fuori dalla bicicletta: chi si è preso la guida, chi ha sostenuto i compagni in difficoltà, come si è gestito il ritmo collettivo… domande che valgono tanto in sella quanto in ufficio.
Ideale per:
✓ Aziende che vogliono allenare leadership condivisa, non solo la performance individuale
✓ Gruppi con livelli di allenamento diversi, grazie a ruoli e percorso adattabili
✓ Team che lavorano meglio quando l’obiettivo è collettivo, non la classifica dei singoli
✓ Un debriefing che riporta la dinamica di squadra dritta in azienda
Una mappa, una bussola: la squadra che comunica meglio arriva, non quella che cammina più veloce.
Ogni team riceve una mappa dell’area e le coordinate di alcuni checkpoint nascosti tra vigneti e boschi delle colline dell’Oltrepò, nessun sentiero tracciato, nessuna guida che apre la strada. A ogni checkpoint una piccola prova (un enigma, un’osservazione da fare sul territorio) sblocca l’indicazione per il successivo.
Dentro la squadra i ruoli si distribuiscono da soli: chi legge mappa e bussola, chi tiene il tempo, chi si assume la responsabilità di cambiare rotta quando qualcosa non torna.
È un’attività che mette in scena, in poche ore, la differenza tra avere un piano e saperlo correggere: capita quasi sempre che un gruppo imbocchi la direzione sbagliata, se ne accorga a metà tragitto, e debba decidere in fretta se tornare indietro o cercare una scorciatoia.
Non c’è nessuno a dire “di qua”: la squadra deve fidarsi della propria lettura del terreno, confrontarsi quando i pareri divergono, e assumersi la responsabilità della scelta.
Ideale per:
✓ Aziende che vogliono allenare capacità decisionale e gestione dell’errore sotto pressione
✓ Team che devono imparare a dividersi i ruoli senza una gerarchia imposta dall’alto
✓ Gruppi che lavorano bene quando l’obiettivo richiede orientarsi, non solo camminare
✓ Un percorso vero tra le colline dell’Oltrepò, con checkpoint reali da trovare, non un sentiero segnato
Organizziamo insieme la tua esperienza in collina
Raccontami il tuo gruppo e l’obiettivo dell’evento: ti rispondo con una proposta su misura.



